Le piante officinali: Impiego attività e sicurezza

Prof. Franco M. Maggi

Docente del Corso di Laurea In Scienze e Tecnologie Erboristiche
Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari Università degli Studi di Milano

Dopo secoli di utilizzo nelle medicine tradizionali e popolari, le piante medicinali rappresentano ancora oggi una interessante fonte di prodotti utili per la terapia ed il mantenimento della salute dell’uomo e dell’animale. In questi ultimi anni l’utilizzo di prodotti “naturali” per la cura della salute è andato continuamente crescendo in maniera esponenziale. Questi prodotti sono commercializzati sotto diverse forme che potremmo dividere in due grandi categorie: 

  1. alimenti e integratori alimentari; 
  2. farmaci veri e propri con relativa registrazione presso il Ministero della Salute.

Se per gli alimenti le caratteristiche e le finalità sono intuitive, per gli integratori alimentari la definizione dei prodotti è decisamente più complessa ed i confini con il “farmaco” sono a volte piuttosto sfumati. Secondo la regolamentazione comunitaria europea, recepita anche dalla nostra legislazione, l’integratore è :

Un alimento la cui finalità è quella di integrare la normale dieta e che è una fonte concentrata di nutrienti o altre sostanze con un effetto nutrizionale o fisiologico e che è commercializzato in forme …… progettate per essere assunto in piccole e definite quantità unitarie …… senza finalità terapeutiche o preventive.

(Direttiva UE 2002/46/EC)

L’integratore a base vegetale, in particolare, deriva queste “sostanze con effetto nutrizionale e fisiologico” dalle piante cosiddette medicinali. A questo proposito il nostro Ministero della Salute ha stilato una lista di piante medicinali ammesse negli integratori, di cui un estratto è riportato in allegato.

Occorre inoltre definire correttamente il concetto di pianta medicinale, ne da una chiara definizione l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS):

Si definisce medicinale .. ogni vegetale che contiene, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate direttamente a fini terapeutici o preventivi, ovvero come precursori in emisintesi che portino a sostanze biologicamente attive. Sorge, quindi, un chiaro bisticcio di termini fra le due definizioni, con, da una parte la prescrizione di un effetto fisiologico (e non curativo e preventivo) per gli integratori alimentari, dall’altra l’impiego di piante che contengono componenti con attività farmacologiche ben definite e, quindi, finalità terapeutiche. La linea di demarcazione che può distinguere l’integratore dal farmaco è la dose: tale da produrre un effetto terapeutico, per il fitoterapico, sub-terapeutica per l’integratore. Si apre a questo punto il dibattito sulle indicazioni che può vantare l’integratore, dibattito particolarmente acceso in questo momento in cui si stanno definendo, a livello legislativo europeo e nazionale, nuove regole per gli integratori alimentari a base di prodotti vegetali. Non entreremo in questa sede nella diatriba, ma, in questa breve rassegna, cercheremo piuttosto di evidenziare i caratteri peculiari delle piante medicinali e dei prodotti che ne derivano sia per quanto riguarda la loro caratterizzazione ed efficacia, sia per quanto riguarda la loro qualità e sicurezza. La pianta medicinale, ed i prodotti da essa derivati, e il farmaco di sintesi presentano caratteristiche di composizione e funzione pressoché opposte. E’ diverso il razionale che sta alla base della terapia convenzionale a base di molecole sintetiche o comunque purificate e della terapia a base di piante medicinali, la cosiddetta “fitoterapia tradizionale”.

Le piante medicinali ed i prodotti che se ne ricavano (droghe secche, polveri, estratti di vario genere) rappresentano una grande opportunità per l’ideazione e la preparazione di prodotti per la salute: preparati per tisane (alimenti); preparazioni farmaceutiche predosate ed indicate per il mantenimento e il miglioramento dello stato di salute (integratori alimentari); materia base per farmaci veri e propri. Le caratteristiche peculiari delle droghe e dei loro prodotti se da un lato presentano interessanti e utili attività biologiche, dall’altro richiedono una grande attenzione per la qualità, da essa dipende non solo l’efficacia dei prodotti che ne ricaviamo, ma anche la loro sicurezza. Il raggiungimento di elevati livelli qualitativi è quindi il presupposto irrinunciabile affinché questi prodotti escano dall’ambito della tradizione e della aneddotica ed entrino in quello della scienza medica e della salute.

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